Il Paese
Il Togo è una piccola nazione dell’Africa occidentale caratterizzata da una notevole diversità geografica. Il suo territorio, seppur contenuto, si estende dalla costa sabbiosa del Golfo di Guinea fino alle colline e alle savane dell’interno. Questa varietà di paesaggi ha contribuito a plasmare la cultura e l’economia del paese.
Nel 2023, la popolazione del Togo era di circa 9.304.337 abitanti. La crescita demografica è significativa, con un tasso di crescita della popolazione del 2,5%. La distribuzione della popolazione è prevalentemente rurale, con il 60% degli abitanti che vive in aree rurali. L’aspettativa di vita alla nascita è di circa 62 anni per gli uomini e 66 anni per le donne.

Dal punto di vista socioeconomico, il Togo è un paese in via di sviluppo. L’economia togolese si basa principalmente sull’agricoltura, sulla pesca e sul commercio. Nonostante i progressi degli ultimi anni, il paese deve ancora affrontare sfide significative come le disuguaglianze sociali, la povertà e la dipendenza dalle condizioni climatiche per quanto riguarda l’agricoltura.
Sul piano politico, la storia del Togo è stata segnata da instabilità. Negli ultimi anni, il paese ha vissuto un periodo di relativa calma, ma le sfide politiche rimangono numerose, tra cui la lotta contro la corruzione e la promozione di uno sviluppo sostenibile.
Anche la situazione sanitaria presenta sfide significative, con malattie infettive come la malaria, la febbre gialla e la tubercolosi, soprattutto nelle zone rurali. L’accesso ai servizi sanitari di base è limitato, con carenze di personale medico qualificato e di infrastrutture adeguate. La mortalità infantile e materna sono ancora elevate, a causa di complicazioni durante il parto, malnutrizione e malattie prevenibili.
Nel 2022, il tasso di mortalità neonatale in Togo era di circa 23 decessi per 1.000 nati vivi. Questo dato evidenzia la necessità urgente di migliorare le cure neonatali nel paese, dove l’accesso a servizi sanitari di qualità è limitato e le risorse sono scarse. La Paolo Chiesi Foundation, attraverso il progetto NEST (Neonatal Essentials for Survival and Thriving), sta lavorando per affrontare queste sfide e migliorare la sopravvivenza neonatale in Togo.
(Fonte: data.who.int)
Il Togo in cifre
Il Togo in cifre

Il nostro intervento
Nel 2018 la Paolo Chiesi Foundation ha avviato una collaborazione con l’Hôpital d’Enfants Yendube (HEY) di Dapaong, nel nord del Togo, con l’obiettivo di rafforzare la qualità delle cure neonatali e migliorare la presa in carico dei neonati vulnerabili nella Regione delle Savane.
L’Hôpital d’Enfants Yendube è un centro pediatrico di riferimento che accoglie bambini da 0 a 10 anni e svolge un ruolo fondamentale nella gestione delle principali patologie pediatriche e neonatali della regione. La partnership con la Fondazione si concentra sul rafforzamento del modello di cura neonatale attraverso un approccio integrato che coinvolge personale sanitario, famiglie e comunità.
Un elemento centrale dell’intervento è il rafforzamento continuo delle competenze del personale sanitario, attraverso attività formative teorico-pratiche realizzate in collaborazione con esperti nazionali e internazionali, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei neonati prematuri, dei neonati a basso peso e dei casi neonatali complessi, promuovendo l’applicazione delle cure neonatali essenziali e delle pratiche di Family-Centered Care, tra cui la Kangaroo Care.
Parallelamente, la Fondazione e l’Ospedale sostengono il coinvolgimento attivo delle famiglie nel percorso di cura dei neonati attraverso attività di comunicazione e sensibilizzazione rivolte a madri e caregiver. L’obiettivo è rafforzare le conoscenze delle famiglie sull’allattamento materno, sulla Kangaroo Care e sul riconoscimento precoce dei segni di pericolo, favorendo una maggiore partecipazione nella cura del neonato durante il ricovero e dopo la dimissione.
La collaborazione mira inoltre a strutturare un sistema di follow-up dei neonati dimessi e di visite domiciliari, per garantire la continuità delle cure, monitorare la crescita e lo sviluppo dei neonati più vulnerabili e supportare le famiglie anche dopo il rientro a casa.
Un’ulteriore area strategica di intervento riguarda la creazione di una rete perinatale territoriale. Poiché l’Hôpital d’Enfants Yendube non dispone di una maternità, tutti i neonati ricoverati in neonatologia sono outborn, ovvero nati al di fuori dell’ospedale e successivamente trasferiti presso la struttura per ricevere cure specialistiche. Questo comporta spesso un arrivo in condizioni già critiche, con un impatto sulla possibilità di recupero. Per questo motivo, la Fondazione e l’Ospedale stanno lavorando insieme alle istituzioni locali per sviluppare una rete di collaborazione tra le strutture sanitarie del territorio, migliorando l’identificazione precoce dei neonati a rischio, il trasferimento tempestivo e il collegamento tra i servizi di assistenza alla nascita e quelli di cura neonatale.
Il nostro intervento
Nel 2018 la Paolo Chiesi Foundation ha avviato una collaborazione con l’Hôpital d’Enfants Yendube (HEY) di Dapaong, nel nord del Togo, con l’obiettivo di rafforzare la qualità delle cure neonatali e migliorare la presa in carico dei neonati vulnerabili nella Regione delle Savane.
L’Hôpital d’Enfants Yendube è un centro pediatrico di riferimento che accoglie bambini da 0 a 10 anni e svolge un ruolo fondamentale nella gestione delle principali patologie pediatriche e neonatali della regione. La partnership con la Fondazione si concentra sul rafforzamento del modello di cura neonatale attraverso un approccio integrato che coinvolge personale sanitario, famiglie e comunità.

Un elemento centrale dell’intervento è il rafforzamento continuo delle competenze del personale sanitario, attraverso attività formative teorico-pratiche realizzate in collaborazione con esperti nazionali e internazionali, con l’obiettivo di migliorare la gestione dei neonati prematuri, dei neonati a basso peso e dei casi neonatali complessi, promuovendo l’applicazione delle cure neonatali essenziali e delle pratiche di Family-Centered Care, tra cui la Kangaroo Care.
Parallelamente, la Fondazione e l’Ospedale sostengono il coinvolgimento attivo delle famiglie nel percorso di cura dei neonati attraverso attività di comunicazione e sensibilizzazione rivolte a madri e caregiver. L’obiettivo è rafforzare le conoscenze delle famiglie sull’allattamento materno, sulla Kangaroo Care e sul riconoscimento precoce dei segni di pericolo, favorendo una maggiore partecipazione nella cura del neonato durante il ricovero e dopo la dimissione.
La collaborazione mira inoltre a strutturare un sistema di follow-up dei neonati dimessi e di visite domiciliari, per garantire la continuità delle cure, monitorare la crescita e lo sviluppo dei neonati più vulnerabili e supportare le famiglie anche dopo il rientro a casa.
Un’ulteriore area strategica di intervento riguarda la creazione di una rete perinatale territoriale. Poiché l’Hôpital d’Enfants Yendube non dispone di una maternità, tutti i neonati ricoverati in neonatologia sono outborn, ovvero nati al di fuori dell’ospedale e successivamente trasferiti presso la struttura per ricevere cure specialistiche. Questo comporta spesso un arrivo in condizioni già critiche, con un impatto sulla possibilità di recupero. Per questo motivo, la Fondazione e l’Ospedale stanno lavorando insieme alle istituzioni locali per sviluppare una rete di collaborazione tra le strutture sanitarie del territorio, migliorando l’identificazione precoce dei neonati a rischio, il trasferimento tempestivo e il collegamento tra i servizi di assistenza alla nascita e quelli di cura neonatale.
Le nostre principali attività in Togo
Formazione e mentoring del personale sanitario per rafforzare le competenze nella gestione delle cure neonatali essenziali e dei neonati vulnerabili
Promozione della Family-Centered Care e della Kangaroo Care, attraverso il coinvolgimento attivo delle famiglie nella cura del neonato
Sviluppo di un sistema di follow-up e visite domiciliari per garantire la continuità delle cure dopo la dimissione e accompagnare le famiglie nel percorso di crescita del bambino
Creazione di una rete perinatale territoriale per migliorare il coordinamento tra le strutture sanitarie, favorire l’identificazione precoce dei neonati a rischio e garantire trasferimenti tempestivi verso la neonatologia





