Questa analisi racconta l’impatto dell’implementazione del Modello NEST presso l’Ospedale Saint Jean de Dieu di Tanguiéta, in Benin, tra il 2022 e il 2024. I dati mostrano progressi misurabili nella sopravvivenza neonatale, nella qualità delle cure, nella governance e nella continuità tra servizi ospedalieri e comunitari. La pubblicazione è disponibile in inglese e francese.
La Fondazione Paolo Chiesi pubblica una nuova valutazione d’impatto dedicata all’implementazione del Modello NEST (Neonatal Essentials for Survival and Thriving) presso l’Ospedale Saint Jean de Dieu di Tanguiéta, nel nord del Benin. Disponibile in inglese e francese, la pubblicazione documenta come un ospedale distrettuale, pur operando in un contesto a risorse limitate, sia riuscito a ottenere miglioramenti misurabili e duraturi nella qualità dell’assistenza neonatale.
L’analisi copre il periodo 2022-2024 e include un approfondimento sul primo trimestre del 2025 per valutare l’andamento dei trend. Prende in esame l’evoluzione delle pratiche cliniche, delle infrastrutture, della governance e degli esiti, a partire dai dati ospedalieri, dalle valutazioni esterne e dai feedback raccolti tra operatori sanitari e famiglie.
Un approccio sistemico all’assistenza neonatale
Il Modello NEST nasce da una visione sistemica della qualità e si articola attorno a quattro pilastri interdipendenti: Place, Products, People e Power. Invece di concentrarsi su singoli interventi isolati, il modello considera l’assistenza neonatale come un sistema coordinato, in cui infrastrutture, attrezzature, competenze e leadership crescono insieme.
A Tanguiéta, questo approccio ha accompagnato sia il consolidamento di un’unità di neonatologia già attiva sia la sua progressiva trasformazione in un centro di riferimento regionale per il nord del Benin e per i Paesi confinanti, tra cui Togo, Burkina Faso e Niger. Il programma è in linea con il Piano Sanitario Nazionale del Benin (2018-2030) e con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dell’iniziativa Every Woman Every Newborn Everywhere.
Dal consolidamento verso la maturità
Dopo il rilancio strategico del 2022, la partnership tra la Fondazione Paolo Chiesi e l’Ospedale Saint Jean de Dieu si è concentrata sulla stabilizzazione delle funzioni essenziali e sulla risposta alle principali criticità. Tra le priorità figuravano il rafforzamento della prevenzione e del controllo delle infezioni, la riorganizzazione della Kangaroo Care, l’aggiornamento delle attrezzature essenziali e il ripristino di audit regolari sulla mortalità basati sui dati clinici.
Tra il 2023 e il 2024, il Modello NEST è entrato in una fase di espansione e integrazione sistemica. È migliorata la disponibilità di attrezzature, si è intensificata la formazione del personale e sono state introdotte formalmente visite domiciliari post-dimissione per rafforzare la continuità delle cure oltre il ricovero.
All’inizio del 2025, il modello aveva raggiunto un livello di maturità operativa, caratterizzato da pratiche consolidate, piena integrazione della gestione digitale dei dati e uso costante degli indicatori di qualità a supporto delle decisioni.
Miglioramenti misurabili nelle cure e nella sopravvivenza
Tra il 2022 e il 2024, l’Ospedale Saint Jean de Dieu di Tanguiéta ha registrato 3.229 ricoveri neonatali, con oltre 1.000 neonati accolti ogni anno (1.075 nel 2022, 1.076 nel 2023 e 1.078 nel 2024). Un dato che conferma il ruolo dell’ospedale come centro di riferimento per il nord del Benin e per i Paesi confinanti, tra cui Togo, Burkina Faso e Niger.
Nello stesso periodo, la mortalità neonatale complessiva è diminuita in modo significativo, dal 33,2% nel 2022 al 19,9% nel 2024, con un trend positivo in calo osservato anche nel primo trimestre del 2025. La mortalità è passata dal 25,4% al 17,8% tra i neonati nati in Ospedale (inborn) e dal 42% al 22,7% tra quelli provenienti da altre strutture o dal territorio (outborn). La marcata riduzione registrata in quest’ultimo gruppo può essere in parte attribuita alla diminuzione del numero di neonati con peso inferiore a 1.500 grammi. Tuttavia, pur avendo in media un peso superiore rispetto ai neonati inborn, i neonati outborn hanno continuato a registrare nel 2024 una mortalità più elevata, pari al 22,7% rispetto al 17,8% dei primi.
Anche tra i neonati con peso inferiore a 1.500 grammi la mortalità è diminuita, pur rimanendo elevata: dal 71,4% al 45,5% tra i neonati nati in ospedale e dal 71,6% al 39% tra quelli provenienti dall’esterno.
Secondo l’analisi, questa tendenza potrebbe essere legata a una combinazione di fattori, tra cui la riduzione dei casi di asfissia e infezione e il miglioramento della gestione clinica durante il ricovero.
Progressi clinici, con sfide ancora aperte
Per quanto riguarda le condizioni cliniche al momento del ricovero, i tassi di ipotermia sono rimasti bassi e stabili nel tempo. L’asfissia è diminuita dal 33,3% al 23,7%, con riduzioni osservate sia tra i neonati inborn che outborn, in particolare in quest’ultimo gruppo. Questa tendenza può riflettere in parte il minor numero di neonati provenienti dall’esterno con peso inferiore a 1.500 grammi. I tassi di infezione sono rimasti elevati, pur diminuendo dal 71,3% al 61,5%, con un andamento analogo in entrambi i gruppi. Anche l’ittero è diminuito, mentre il distress respiratorio è aumentato leggermente, soprattutto tra i neonati nati in ospedale; un dato che potrebbe essere collegato alla maggiore proporzione di neonati con peso molto basso alla nascita tra i ricoveri interni.
Nel periodo analizzato sono diminuiti anche i decessi avvenuti nei primi sette giorni di vita, la fase più critica per un neonato. Questo indica un rafforzamento della gestione clinica precoce e una maggiore capacità di assistere i neonati durante il momento più fragile del ricovero.
Rafforzare le cure salvavita e la continuità dopo la dimissione
Il miglioramento degli esiti neonatali è stato accompagnato da un maggiore utilizzo di interventi salvavita, tra cui la ventilazione CPAP, e dallo sviluppo di un continuum di cure che collega ospedale e comunità attraverso visite domiciliari post-dimissione.
La Kangaroo Care è diventata una componente centrale del modello a Tanguiéta, promuovendo la separazione zero tra neonati e caregiver, il sostegno all’allattamento e la stabilità termica, in particolare per i neonati più vulnerabili. Le visite domiciliari strutturate, introdotte progressivamente dal 2023, hanno ulteriormente rafforzato il collegamento tra ospedale e comunità, contribuendo a ridurre la perdita al follow-up e a favorire l’identificazione precoce di eventuali complicanze dopo la dimissione.
Nel complesso, i risultati indicano un miglioramento degli esiti neonatali all’interno di un sistema di cura in evoluzione, pur evidenziando sfide ancora aperte, in particolare l’elevato carico di infezioni e la complessità dei casi trattati.
Sviluppare competenze, governance e ownership locale
La governance basata sui dati ha avuto un ruolo centrale. L’utilizzo di un database neonatale dedicato, insieme a audit regolari sulla mortalità e a revisioni sul controllo delle infezioni, ha permesso ai team di individuare le criticità, adattare le pratiche e documentare i progressi nel tempo. Questa cultura della responsabilità contribuisce alla sostenibilità dei risultati.
Federica Cassera, Neonatal Health Program Manager della Fondazione, ha osservato: “Dopo anni di impegno nella regione, vediamo oggi i risultati concreti del nostro lavoro. Tanguiéta rappresenta una prova significativa dell’efficacia del Modello, con miglioramenti chiari e misurabili nell’assistenza neonatale e nella sopravvivenza. Questi risultati testimoniano la professionalità e la perseveranza dei nostri partner, e il valore di perseguire la qualità attraverso un approccio sistemico. È importante ricordare che dietro ogni statistica c’è un bambino reale — un neonato a cui è stata data la possibilità non solo di sopravvivere, ma di crescere. È questa dimensione umana, la speranza e la trasformazione vissute dalle famiglie, a definire davvero il significato del nostro lavoro.”
Un modello replicabile
L’esperienza di Tanguiéta dimostra che un ospedale distrettuale può raggiungere elevati standard di assistenza neonatale quando la qualità viene affrontata come un sistema. La struttura modulare del Modello NEST consente l’adattamento a contesti diversi e una crescita progressiva, partendo dalle funzioni essenziali per arrivare a un’assistenza più completa.
La valutazione individua opportunità di replicazione a livello nazionale e regionale, posizionando Tanguiéta come sito dimostrativo e di apprendimento all’interno della più ampia rete NEST. I risultati confermano che investimenti mirati, accompagnati da una solida leadership locale e da un monitoraggio rigoroso, possono tradurre gli impegni globali in miglioramenti misurabili per neonati e famiglie.
Il documento completo è disponibile in inglese e francese e offre approfondimenti dettagliati per autorità sanitarie, professionisti e partner impegnati a migliorare la sopravvivenza neonatale e la qualità delle cure in contesti a risorse limitate.




