In Burundi il tasso di mortalità neonatale raggiunge ancora i 25 decessi ogni 1.000 nati vivi. Una cifra che pesa come un destino, ma che non deve essere accettata come tale.
La Paolo Chiesi Foundation, da vent’anni impegnata nel migliorare l’accesso a cure neonatali di qualità nei Paesi a risorse limitate, ha deciso di destinare i fondi che riceverà grazie alla devoluzione del 5 per mille di quest’anno a un progetto che può cambiare il futuro di migliaia di bambini: l’implementazione del metodo Kangaroo Mother Care (KMC) nei Centri di Salute della provincia sanitaria di Bunyerera, nel nord del paese.
Perché il Burundi? Perché adesso?
Il Burundi è un paese in cui la nascita avviene spesso in condizioni difficili: infrastrutture sanitarie limitate, carenza di personale formato, mancanza di attrezzature essenziali. I Centri di Salute rappresentano il primo punto di accesso alle cure per la maggior parte delle madri e dei neonati, ma non dispongono ancora delle competenze e degli strumenti necessari per assisterli alla nascita e durante i primi mesi di vita, durante i quali è fondamentale garantire un supporto continuo, tra cui i follow-up medici e le vaccinazioni.
Il progetto — ribattezzato “Umwana wese ni ubuzima bw’agaciro: kuvuka mu rukundo no mu mutekano”, ovvero “Ogni bambino è una vita preziosa: nato nell’amore e nella sicurezza” — è il naturale proseguimento delle fasi 1 e 2, implementate dall’ONG Amahoro pro Africa con il sostegno della Fondazione. Dopo l’istituzione del Centro di Formazione KMC presso l’Ospedale Regionale di Ngozi, è ora il momento decisivo: rafforzare la continuità di cura tra ospedale, Centri di Salute e comunità, affinché ogni coppia madre-neonato riceva fin dalla nascita cure essenziali, appropriate e tempestive, e ogni neonato prematuro dimesso possa essere adeguatamente seguito vicino a casa.u
Il valore della Kangaroo Mother Care
La Kangaroo Mother Care è una delle strategie più efficaci e accessibili per migliorare la sopravvivenza dei neonati prematuri e sottopeso. Nata come risposta semplice e sostenibile ai limiti delle strutture sanitarie nei Paesi a risorse ridotte, unisce rigore clinico e dimensione umana, trasformandosi in una vera filosofia di cura.
Al centro della KMC ci sono tre elementi inscindibili: il contatto pelle a pelle prolungato, l’allattamento esclusivo al seno e il monitoraggio clinico costante. Insieme, questi aspetti aiutano a prevenire l’ipotermia e le infezioni, riducono le complicazioni legate alla prematurità e favoriscono un forte legame emotivo tra genitori e bambino. Per molte famiglie, soprattutto in contesti fragili come il Burundi, la KMC rappresenta una soluzione salvavita che può essere applicata anche dove le risorse sono limitate.
Non è solo una procedura clinica: è un approccio che valorizza la presenza della madre e della famiglia come parte integrante del percorso di cura.
Un intervento decisivo nei contesti fragili
In molti paesi a basso reddito, strumenti come incubatori o apparecchiature tecnologiche sono scarsi, l’accesso all’elettricità non è garantito e il personale sanitario spesso insufficiente. In situazioni come queste, la KMC si rivela una risposta concreta e replicabile, capace di garantire un’assistenza efficace, a livello ospedaliero, ma anche nelle comunità più remote. Infatti, la sopravvivenza neonatale dipende tanto dall’ospedale quanto dalla qualità delle cure essenziali alla nascita e dal follow-up effettuato nelle strutture periferiche. Per questo è fondamentale rafforzare nei Centri di Salute pratiche semplici ma ad alto impatto, come il contatto pelle a pelle immediato (skin-to-skin care o SSC) tra mamma e neonato, la promozione dell’allattamento materno, la prevenzione dell’ipotermia, l’identificazione precoce dei segni di pericolo e la corretta referenza verso l’ospedale quando necessario.
Un modello di cura centrato sulla famiglia
La vicinanza emotiva e fisica diventa una risorsa terapeutica: aiuta il neonato a recuperare più rapidamente, riduce lo stress materno e rafforza le competenze genitoriali, fondamentali per garantire continuità alle cure dopo la dimissione. Mediante la selezione e il coinvolgimento di 12 Centri di Salute, il progetto mira a creare un ponte tra l’ospedale e la casa, creando una rete che coinvolge partner, operatori sanitari e la comunità allargata, che si trasforma in un luogo di sostegno anziché di stigma. Da un lato, faremo in modo che ogni bambino nato presso il Centro di Salute riceva cure essenziali di qualità e contatto pelle a pelle alla nascita; dall’altro, garantiremo ai neonati ex prematuri dimessi dall’ospedale di essere seguiti in modo adeguato, attraverso un sistema strutturato di contro-referenza, monitoraggio della crescita, supporto all’allattamento e visite regolari.
Questo modello rafforza il tessuto sociale, supera barriere culturali e restituisce dignità e autonomia alle mamme, rendendo ogni famiglia protagonista attiva del benessere del proprio bambino.
Un progetto che parte dal territorio e torna al territorio
Il progetto — realizzato da WeWorld, con il supporto della Paolo Chiesi Foundation e in coordinamento con Programme National de Santé Réproductive (PNSR) del Ministero della Salute burundese — interesserà 12 Centri di Salute e gli Agenti di Salute Comunitaria che operano nei rispettivi villaggi, con l’implementazione delle seguenti attività:
- adattamento del Manuale Nazionale KMC con la guida del PNSR
- formazione mirata di 153 operatori (sanitari, promotori della salute e operatori comunitari)
- coinvolgimento di 6 formatori nazionali per garantire continuità e diffusione
- sviluppo di materiale educativo bilingue (kirundi-francese)
- supervisione e monitoraggio clinico strutturati
- sensibilizzazione comunitaria per superare barriere culturali e migliorare l’accettazione della prematurità.
I beneficiari?
- Diretti: 153 professionisti sanitari e centinaia di neonati a rischio
- Indiretti: migliaia di famiglie, future mamme e l’intera comunità locale
Tutto questo contribuisce concretamente al raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG) 3.2, dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che mira a eliminare le morti neonatali prevenibili entro il 2030.
Perché destinare il tuo 5 per mille a questo progetto
Scegliere di destinare il proprio 5 per mille alla Paolo Chiesi Foundation significa:
- trasformare una firma in cure concrete, sostenendo un progetto ad alto impatto, sostenibile e radicato nel territorio
- contribuire alla diffusione di competenze neonatali avanzate in contesti in cui ogni intervento può fare la differenza
- sostenere l’impegno della Fondazione nel promuovere equità nell’accesso alle cure.
Come funziona il 5 per mille: informazioni utili
Destinare il 5 per mille è un gesto semplice, gratuito e alla portata di tutti. È un modo concreto per sostenere progetti che migliorano la vita delle persone, senza alcun costo aggiuntivo per il contribuente.
Chi può donarlo
Tutte le persone fisiche che presentano la dichiarazione dei redditi in Italia possono scegliere a chi destinare il proprio 5 per mille:
- chi compila il Modello Redditi (ex Unico)
- chi utilizza il Modello 730
- anche chi è esonerato dalla dichiarazione può comunque consegnare l’apposita scheda al CAF, al commercialista o a un ufficio postale.
Quanto costa
Assolutamente nulla. Il 5 per mille non è una tassa aggiuntiva: è una quota dell’IRPEF che già versi allo Stato. Se non scegli nessun beneficiario, quella quota rimane allo Stato. Con una semplice firma puoi invece decidere di trasformarla in un aiuto concreto.
Come si fa a destinarlo alla Paolo Chiesi Foundation
Nella sezione “Scelta per la destinazione del cinque per mille dell’IRPEF” basta:
- firmare nel riquadro dedicato al “Sostegno degli enti del terzo settore iscritti nel RUNTS”
- inserire il codice fiscale della Fondazione: 92130510347
Serve conoscere l’importo?
No. L’Agenzia delle Entrate calcolerà automaticamente la quota, in base alla tua imposta IRPEF.
Si può donare sia il 5 per mille alla Fondazione che l’8 per mille o il 2 per mille ad altri enti?
Sì. Le scelte non sono alternative tra loro: puoi esprimere tutte le opzioni contemporaneamente.
È possibile verificare come viene utilizzato il 5 per mille?
La Paolo Chiesi Foundation pubblica ogni anno i propri progetti, risultati e rendicontazioni sul sito ufficiale e all’interno del Bilancio Sociale, garantendo trasparenza e responsabilità nell’utilizzo dei fondi investiti.
Una storia che possiamo cambiare insieme
Ogni bambino ha diritto a nascere in sicurezza, circondato dall’amore e da cure adeguate. Ogni madre ha diritto a un parto protetto, rispettoso, sereno. Ogni comunità ha diritto a strumenti e conoscenze che garantiscano un futuro migliore ai propri figli.
Il progetto “Ogni bambino è una vita preziosa” incarna questo impegno. Con il tuo 5 per mille puoi farne parte.


